Il ruolo della plastica nella lotta contro il Covid-19 – Comunicato stampa EuPC

«Salute e sicurezza saranno cruciali nei prossimi dodici mesi». Con queste parole, Alexandre Dangis, Direttore generale di EuPc, illustra su Youtube la lettera indirizzata alle istituzioni europee in cui si chiede la sospensione, fino a data da destinarsi, della direttiva Ue sulle materie plastiche monouso (Sup).

Dai pavimenti in vinile antibatterici negli ospedali, alle attrezzature per la pulizia. Dagli imballaggi per saponi ai disinfettanti per alimenti, senza dimenticare i dispositivi medici e quelli per la protezione individuale. Sono tanti gli esempi di prodotti in plastica che, in quanto inerti, sono garanzia di igiene e pulizia. Il packaging, a sua volta, è indispensabile per garantire il funzionamento delle catene di approvvigionamento per alimenti e altri beni essenziali. Contro il Covid-19, in prima linea, c’è tutto il mondo della plastica.

«Questo – dice ancora Dangis – è il motivo per cui EuPC, in una lettera aperta di recente pubblicazione inviata alla Commissione europea, ha sostenuto che l’attuazione della direttiva sulle materie plastiche monouso, come qualsiasi altra normativa non essenziale negli Stati membri, dovrebbe essere sospesa fino a quando la situazione in Europa non si sarà normalizzata».

Il Covid-19 sta sconvolgendo la società e il sistema economico mondiali. Sono richieste quindi azioni immediate, che abbiano conseguenze anche a lungo termine. È in corso una grande rivoluzione produttiva. L'industria della trasformazione delle materie plastiche, con le sue 50mila imprese di piccola e media dimensione, sta impiegando tutte le sue forze per mitigare gli effetti di questa crisi senza precedenti.  È il caso delle aziende, precedentemente non coinvolte nella produzione di dispositivi di protezione individuale o materiale medico-sanitario, e che ora stanno convertendo le loro linee di produzione per fornire questi beni tanto necessari.

In generale, il processo di transizione verso un’economia circolare ha già assunto una veste istituzionale, grazie alla nascita della Circular Plastics Alliance, e ha una road map ben precisa, che prosegue fino al 2025. «Tuttavia – conclude Dangis – per poter continuare a contrastare la pandemia ed evitare fallimenti e perdite di posti di lavoro, il nostro settore ha bisogno di stabilità».

Imposizioni fiscali, frutto della recente campagna di demonizzazione delle materie plastiche, devono essere soggette a una revisione strutturale.