Febbraio 24, 2026

PPWR: terzo webinar Unionplast sulla progettazione degli imballaggi

Si è svolto il terzo appuntamento del ciclo di seminari promosso da Unionplast, dedicato al nuovo Regolamento sugli imballaggi e rifiuti da imballaggio (PPWR), dal titolo “Quali altre caratteristiche dovranno avere gli imballaggi e come ci si organizza per far fronte a tutti gli obblighi?”

Dopo l’incontro precedente dedicato alla progettazione (sostanze pericolose, riciclabilità e contenuto di materiale riciclato), il webinar ha concluso l’analisi degli articoli 8–11 del PPWR. In apertura dell’incontro, il Dott. Tommaso Pedrazzini ha sintetizzato i principali punti come segue

  • Art. 8: dedicato ai materiali di origine biologica con possibili futuri requisiti entro il 2028.
  • Art. 9: dal 2028 alcune tipologie di imballaggio dovranno essere compostabili.
  • Art. 10: dal 2030 si avrà l’obbligo di minimizzare peso e volume, con documentazione a supporto.
  • Art. 11: criteri per definire un imballaggio riutilizzabile, già in vigore da dicembre 2025.

Come detto in precedenza, si è evidenziato che gli obblighi ricadono sul fabbricante, con il supporto documentale dei fornitori, e che molti aspetti applicativi sono ancora in definizione: Unionplast continuerà ad aggiornare le imprese.

 

PPWR: visione d’insieme e contesto normativo nel terzo webinar

Ospite e relatore dell’appuntamento è stato il dott. Marco Pasqualini dell’Istituto Italiano dell’Imballaggio, che ha accompagnato le imprese nell’approfondimento dei contenuti normativi riprendendo e collegando i temi affrontati nei precedenti incontri con l’obiettivo di offrire alle imprese una visione organica e non frammentaria del quadro normativo, in particolare sotto il profilo della sostenibilità e della conformità.

Nel suo intervento è stato richiamato il contesto attuale, in cui il packaging assume un’elevata visibilità mediatica e un ruolo determinante nella percezione dei consumatori. “La sostenibilità è oggi un driver di acquisto rilevante e il packaging è spesso considerato un indicatore chiave in termini di riciclabilità, riduzione dell’impatto ambientale e utilizzo di risorse rinnovabili” osserva Pasqualini. Allo stesso tempo, la proliferazione di marchi e di claim ambientali poco chiari hanno alimentato il rischio di greenwashing, come evidenziato anche dalla Commissione europea.

È stato inoltre ricordato come l’Unione europea disponga già, dal 1994, di un quadro normativo in materia di imballaggi. Tuttavia, l’attuazione attraverso direttive nazionali ha generato nel tempo una frammentazione applicativa – ad esempio in tema di etichettatura e sistemi contributivi – con effetti distorsivi sul mercato interno. In questo scenario si inserisce il nuovo Regolamento PPWR, introdotto per armonizzare le regole a livello UE e rafforzare la transizione verso l’economia circolare. Tra gli obiettivi principali: ridurre l’uso di materie prime vergini, contrastare l’overpackaging e incrementare la quota di imballaggi riciclabili. Anche se, approfondendo, si nota che i requisiti di sostenibilità del PPWR – minimizzazione, riuso, riciclabilità e compostabilità – sono in gran parte già noti; scompare invece il riferimento al recupero energetico, non coerente con la logica della circolarità.

La vera sfida sarà l’applicazione operativa in azienda. Centrale la figura del ‘fabbricante’: per ciascun imballaggio o prodotto imballato, il PPWR individua un solo fabbricante responsabile della conformità e titolare di dichiarazione e fascicolo tecnico. Nella maggior parte dei casi, coincide con il brand owner/filler per imballaggi da vendita o di gruppo; per taluni imballaggi vuoti (trasporto/servizio), può essere invece il soggetto che li realizza o li fa realizzare. Il fabbricante deve garantire conformità, etichettatura corretta e adeguata documentazione, con un sistema di controllo interno della produzione e conservazione del fascicolo tecnico.

L’approccio UE resta quello del “nuovo approccio”: requisiti essenziali e presunzione di conformità tramite norme armonizzate, basato su analisi dei rischi documentata.
In assenza di evidenze adeguate, le autorità possono vietare o ritirare il prodotto dal mercato.

 

 

 

È ancora possibile iscriversi ai prossimi appuntamenti del percorso informativo dedicato al PPWR.

Iscrizione: la partecipazione al ciclo di webinar avviene previa compilazione del modulo di iscrizione, da inviare all’indirizzo e-mail unionplast@federazionegommaplastica.it.

Nel modulo dovranno essere indicati:

  • l’azienda di appartenenza;
  • i nominativi dei partecipanti;
  • i relativi indirizzi e-mail.

A seguito della ricezione del modulo, Unionplast fornirà le istruzioni per il pagamento e confermerà l’iscrizione.

Quota di partecipazione (complessiva per i 7 webinar):

  • € 200 per le aziende associate Unionplast (quota unica per azienda, valida per l’intero ciclo)
  • € 450 per partecipante per le aziende non associate (€ 250 per ogni ulteriore partecipante)

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