Novembre 05, 2026

ECOMONDO 2026. Il Presidente Centonze al convegno “Circolarità della plastica: nuove prospettive e criticità”

L’industria italiana della trasformazione delle materie plastiche è la seconda in Europa dopo quella tedesca e rappresenta una componente importante del sistema manifatturiero nazionale, strettamente integrata con filiere produttive come l’agroalimentare, l’automotive, l’edilizia e i beni di consumo.

È da questo ruolo industriale che Massimo Centonze, Presidente di Unionplast, ha sviluppato il proprio intervento al convegno “Circolarità della plastica: nuove prospettive e criticità”, svoltosi a Ecomondo.

Un settore che ha investito da tempo nell’innovazione dei prodotti e dei processi, nella riduzione degli spessori, nell’efficienza energetica e nell’impiego di materiali riciclati, ma che oggi deve confrontarsi con condizioni di mercato particolarmente difficili.

Centonze ha richiamato l’attenzione sulla progressiva perdita di capacità produttiva europea, sulle chiusure degli impianti di produzione di polimeri e sulla crescente dipendenza dalle importazioni extra-UE. Una situazione aggravata dall’instabilità geopolitica e dai costi energetici, che interessa anche il comparto del riciclo, sempre più esposto alla concorrenza delle materie prime vergini e dei materiali importati.

La crisi del riciclo europeo rappresenta un problema anche per l’industria della trasformazione, che ha bisogno di una filiera industriale solida e tecnologicamente avanzata per incrementare l’utilizzo di materie prime seconde.

Con l’introduzione delle quote obbligatorie di contenuto riciclato previste dal PPWR, questa esigenza diventerà ancora più rilevante. Occorreranno polimeri riciclati con caratteristiche qualitative costanti, disponibilità adeguata e prezzi compatibili con le esigenze industriali.

I trasformatori devono infatti garantire ai propri clienti prodotti con prestazioni tecniche e funzionali precise, spesso destinati a processi di confezionamento altamente automatizzati, nei quali anche variazioni delle caratteristiche del materiale possono comportare difficoltà produttive.

A queste esigenze si aggiunge il rispetto delle normative applicabili ai manufatti, comprese quelle sulla sicurezza chimica e sulle sostanze soggette a restrizioni, come REACH, POPs e metalli pesanti, oltre alle prescrizioni specifiche per il contatto alimentare.

L’obiettivo è aumentare concretamente l’impiego di plastica riciclata, garantendo al tempo stesso sicurezza, qualità e prestazioni dei prodotti. Per raggiungerlo servono materiali adeguatamente caratterizzati, processi di riciclo sempre più avanzati e sistemi affidabili di tracciabilità.

Un tema particolarmente delicato riguarda proprio le importazioni di materiali dichiarati riciclati, per i quali è indispensabile poter verificare l’effettiva origine post-consumo e la conformità ai requisiti richiesti. In assenza di controlli equivalenti, il rischio è penalizzare le imprese europee che investono in qualità, certificazione e rispetto delle regole.

Le prestazioni dei prodotti assumono particolare importanza nel settore degli imballaggi, al quale Centonze ha dedicato una parte significativa dell’intervento, richiamandone il ruolo nella conservazione e nella protezione degli alimenti.

Prolungare la conservabilità dei prodotti, ridurre le perdite durante il trasporto, consentire il porzionamento e sviluppare sistemi di confezionamento intelligenti significa contribuire concretamente alla riduzione dello spreco alimentare.

Per questo la sostenibilità di un imballaggio deve essere valutata considerando non soltanto il materiale impiegato, ma anche le prestazioni che garantisce. Una sostituzione che comprometta la conservazione degli alimenti può determinare impatti ambientali complessivamente superiori.

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