Roma, 22 ottobre 2026 – Le due associazioni di CONFINDUSTRIA esprimono forte preoccupazione per le anticipazioni di stampa relative a un possibile rinvio di soli sei mesi dell’entrata in vigore della plastic tax e della sugar tax, le due tasse introdotte dal Governo Conte II nel 2019, in un momento particolarmente complesso per le aziende del settore, stritolate da aumenti verticali dei costi e difficoltà logistiche derivanti dagli scioperi del sud.
“Un rinvio di soli sei mesi non risolverebbe nulla”, dichiara Massimo Centonze, Presidente di UNIONPLAST. “Significherebbe perpetuare un’incertezza normativa che condiziona la programmazione industriale e finisce per sterilizzare gli investimenti. A questo si aggiungono le complessità fiscali e doganali e, soprattutto, le ricadute finanziarie dell’imposta: in un settore con marginalità già fortemente compresse e tempi di incasso particolarmente dilatati, la plastic tax aggraverebbe ulteriormente il disallineamento tra le scadenze dei versamenti tributari, inclusa l’IVA, e l’effettiva riscossione dei crediti commerciali, assorbendo preziose risorse di liquidità. Dopo sette anni, occorre una scelta definitiva, coerente con le esigenze di competitività della manifattura e con un quadro normativo europeo profondamente mutato”.
Giangiacomo Pierini, Presidente di ASSOBIBE, ha commentato: “Siamo sorpresi di leggere che il Governo sta ipotizzando un rinvio limitato a soli sei mesi delle due tasse che colpiscono il nostro settore, che di fatto mantiene bloccato 1 miliardo di investimenti nel Paese e la necessità di iniziare a gennaio il confronto con la distribuzione e con l’ingrosso per i probabili aumenti dei listini. Le imprese del settore che rappresento stanno vivendo una situazione difficile per i trasporti al sud, con blocchi delle consegne ai clienti ma anche la piena operatività di alcuni siti produttivi in cui non stanno arrivando le materie prime. Capiamo dunque la situazione del Paese, ma un rinvio di soli 6 mesi rappresenta un serio problema per noi”.
